Egr.Sig.re Direttrice,
nel trasmetterLe il testo della lettera della Deputazione di Storia Patria per le Antiche Province Modenesi, prot.n.20/2019 del 9 aprile u.s., per l’eventuale pubblicazione sul Suo giornale (leggi qui), Le preciso che la stessa è stata inviata,per competenza, alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Bologna e per le Province di Modena, Ferrara e Reggio Emilia, di Via IV Novembre, n.5, a Bologna e , per conoscenza, alla Segreteria Regionale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per l’ Emilia Romagna di Strada Maggiore , n.80, a Bologna; alla Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, di Via San Michele, n.22, a Roma, nonché all’Istituto per la Storia del Risorgimento italiano, di Piazza Venezia-complesso del Vittoriano, a Roma.
In attesa di ricevere eventuali risposte dai suddetti organismi, mi è sembrato opportuno comunicare alla Stampa cittadina il contenuto della citata lettera n.20/2019 che, se anche si riferisce ad una palese violazione del monumento risorgimentale di Piazza Gioberti, può essere un’occasione per ribadire all’opinione pubblica come le due “riqualificazioni”, sia di detta Piazza Gioberti, sia pure di Piazzale Roversi siano ben lontane dal ripristino dello spirito e delle catterististiche peculiari estensi e post-estensi, in considerazione del quale era stato concesso, al Comune di Reggio, il finanziamento ministeriale.
Angelo Spaggiari

Ecco il testo della citata nota n.20/2019:
“Facendo seguito alla nota di questa Deputazione di Storia Patria n.28 del 25 maggio 2018, con la quale ci si opponeva al progetto di “riqualificazione” dell’intera Piazza Gioberti ed, in particolare, all’ idea di immergere all’interno di una grande vasca ovoidale l’obelisco della piazza stessa, eretto -come noto- in onore dei Principi austro-estensi , ma dedicato, dal Comune di Reggio, nel 1882 ai martiri del Risorgimento, si precisa quanto segue.
I lavori di “riqualificazione” che sono giunti, ormai, quasi a compimento, mostrano un’evidente violazione della struttura originaria dell’obelisco che ha perso ben due gradoni della base originaria, visto che gli stessi sono stati fagocitati da un’incredibile gettata di cemento, che rende, praticamente, irreversibile ogni tentativo di “ restauro “. Si presume che una simile deformazione di un così importante monumento sia stata fatta all’insaputa di codesta Soprintendenza, sembrando, in caso inverso, che qui, non sia stata effettuata nessuna tutela monumentale di legge.
L’Istituto Centrale del Risorgimento, che come gli altri Uffici in indirizzo, legge per conoscenza potrà prendere atto che le sue raccomandazioni ( note 1911/2018 e 2269/2018 ) rivolte al Sindaco di Reggio Emilia per la tutela del monumento risorgimentale sono rimaste inascoltate, visto che il monumento in parola, con la base, ora immersa nel cemento,verrà umiliato coll’immersione in una vasca d’acqua, secondo quanto stabilito dall’irremovibile progetto”.
Prof. Angelo Spaggiari, Presidente

