Montecchio, intervista al candidato Sindaco Delmonte. Le ragioni di una scelta. “Serve un salto di qualità: vorrei dare a Montecchio vitalità e orgoglio”

Gabriele Delmonte, classe 1988, è stato consigliere comunale di minoranza, in quota Lega, a Montecchio dal 2009 ad oggi, nel 2014 è stato eletto consigliere regionale e in Regione ricopre l’incarico di Vicepresidente della Commissione Politiche Economiche – Attività Produttive – Turismo e Commercio. Delmonte è anche un imprenditore: nel 2016 ha fondato insieme ad un socio, ForTune, società hi tech di successo premiata lo scorso anno da Unindustria tra le migliori Start-Up. Oggi Gabriele Delmonte è candidato Sindaco di Montecchio Emilia per la lista civica “ViviAmo Montecchio”. NextStopReggio l’ha intervistato.
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Delmonte, innanzitutto quali sono le ragioni che l’hanno portata ad essere candidato Sindaco di Montecchio?

Amo il mio paese: ci sono nato, in parte cresciuto, ci vivo e ci sto bene. Sono nel consiglio comunale da 10 anni ma, sedendo tra i banchi dell’opposizione, non potevo mai concretizzare le mie idee e la mia visione per la città. Voglio provare a restituire a Montecchio la vitalità che negli anni ha perso mettendoci idee fresche e grinta.

Ha chiarito fin da subito che in caso di elezione si dimetterà subito da Consigliere Regionale in quanto i due ruoli sono incompatibili. Senza volerle fare i conti in tasca, ma dal punto di viste economico andrebbe a perderci.

La mia candidatura a Sindaco non è una scelta dettata da interessi politici o da un attaccamento alla poltrona: questo credo sia chiaro. Sono forse il primo caso di Consigliere Regionale che, durante il suo primo mandato, si candida a Sindaco di un piccolo Comune. Però, fin da quando avevo 14 anni, ho sempre sognato di poter fare il Sindaco della mia città e mettere il mio tempo e le mie capacità al servizio dei miei concittadini. Mi guida lo stesso spirito che a 19 anni mi ha fatto andare a vivere da solo e a ricercare un lavoro per mantenermi. Se ragionassi in termini economici non accetterei mai di lasciare un incarico in Regione, ben più redditizio, per quello da Sindaco ma, al cuore non si comanda ed eccomi qua.

Durante la presentazione della sua campagna elettorale, l’Avv. Nardini ha detto che in questi anni da Consigliere Regionale ha fatto diverse cose per Montecchio. Può illustrarcele?

Certamente, essendo Vice Presidente della Commissione Politiche Economiche mi sono spesso occupato del tema dell’agricoltura e del grave problema della scarsa presenza di acqua per l’irrigazione, ho collaborato con agricoltori ed allevatori del paese per cercare di portare avanti le loro istanze. Ho effettuato poi diversi incontri con lo stesso Sindaco ed alcuni tecnici regionali per trovare soluzioni al recupero di aree quali l’ex-stazione e l’ex-macello (sulla prima siamo arrivati ad una soluzione che attueremo al più presto). Ho poi trovato e comunicato bandi Regionali ed altri finanziamenti che, altrimenti, sarebbero passati in sordina. Con l’assenza delle funzionalità provinciali, la Regione svolge un ruolo chiave e sapere come muoversi credo sia essenziale per il futuro della città.

Ha detto che fin da adolescente il suo desiderio era quello di amministrare Montecchio. Perchè un ragazzo così giovane, negli anni della spensieratezza, desiderava un ruolo così impegnativo?

Avevo 14 anni ed alla classica domanda “Gabriele, cosa vorresti fare da grande?” rispondevo senza esitazione “Il Sindaco!”. Credo che possa essere solo follia o amore per il proprio territorio, propendo per la seconda ipotesi. Però, se ci pensiamo, non è così diverso da chi sogna di diventare un Vigile del Fuoco o un Dottore, alla fine sono ruoli di grande responsabilità e di servizio alla collettività, credo che lo spirito che guidi queste scelte sia il medesimo.

La lista che la supporta si chiama “ViviAmo Montecchio”. Quella “A” maiuscola non è un refuso immagino.

No, non lo è affatto. Vivere e Amare il proprio paese: noi partiamo da questo. ViviAmo Montecchio è una doppia sfida: amare il proprio paese anche in un momento come questo, dove il grigio del cemento e un alone di rassegnazione minacciano ormai la quotidianità, e viverlo, fieri dei talenti e delle risorse che esso offre. Io credo che Montecchio abbia tutte le carte in regola per diventare un perno della produzione industriale, del commercio, della cultura e del turismo Regionale, servono però le giuste idee e le giuste metodologie per raggiungere questi obiettivi, la nostra lista ha entrambi questi ingredienti.

Nella lista non compaiono simboli di partito. E’ trasversale o simpatizza per uno schieramento piuttosto che per un altro?

Siamo una lista civica perché il meccanismo normativo non permette altre formule in Comuni con popolazione inferiore ai 15mila abitanti ma, non siamo una lista trasversale, garantisco che la sinistra (o suoi derivati) da noi non è presente. Siamo un gruppo di persone con la stessa visione, che intendono portare quella ventata di cambiamento che necessita una città che ha visto una politica noiosa e mai innovativa guidarla negli ultimi 70 anni. Io poi non mi spaccio certo per un esponente “civico”, ho in tasca la tessera della Lega da 12 anni ed essa rappresento, da sempre. Però la squadra che mi ha dato fiducia proviene da molte aree politiche differenti e questo non fa che rendermi orgoglioso.

Negli ultimi 10 anni lei è stato consigliere comunale d’opposizione a Montecchio. Cosa in particolare non l’è piaciuto dell’amministrazione locale?

La mancanza di idee innovative, di coraggio e di capacità comunicative. La politica negli ultimi 10 anni di Montecchio si è chiusa a palazzo e ha percorso strade già tracciate da altri, non ha mai avuto il coraggio di aprire nuovi sentieri insieme ai cittadini, ascoltandoli e tenendoli per mano in scelte che a volte possono essere difficili. Penso al tema del commercio, poche riunioni e mal fatte, nessuno ha mai davvero ascoltato chi ogni giorno ne vive le difficoltà. Servono idee forti, coraggio nell’applicarle e nel perseguirle. Pensare fuori dagli schemi, andare orgogliosi della propria città nei tavoli provinciali e regionali, battendo i pugni quando serve. Grinta e orgoglio, ecco cosa è mancato.

Perchè un montecchiese dovrebbe darle fiducia il 26 maggio?

Perché dobbiamo guardare con fiducia al cambiamento: siamo nati in un pezzo di terra che negli anni ha subito decentramenti, spopolamento, ha visto saracinesche abbassarsi e cartelli “vendesi”, “affittasi” o “cedesi attività” spuntare ogni giorno nelle vie del centro. Io vorrei darle ciò che ora le manca: vitalità ed orgoglio. A Montecchio serve un salto di qualità. E se è vero che la forza di una comunità sta nella sua capacità di superare pregiudizi e rivalità, io credo nella forza positiva di questa lista civica, in un programma dove le competenze si sono congiunte per costruire un paese sempre più solidale, sicuro, bello e vivo. Credo di avere la giusta esperienza politica e la giusta energia per farlo.

Marina Bortolani, @nextstopreggio.it