“La più alta forma di amore? Il perdono”. Queste, tra le tante, le affermazioni forti di Don Giuseppe Giacomelli.
Presso la sede dell’Istituto Zanelli, nell’ambito delle iniziative “Noi contro le mafie”, diversi studenti hanno assistito alle testimonianze di don Giuseppe Giacomelli (figlio del giudice Alberto Giacomelli -nella foto-, ucciso dalla mafia nel 1988) e di Salvo Ognibene, autore del libro “Un uomo per bene” Don Giuseppe Giacomelli.
Grazie all’impegno della Prof.ssa Martinisi dell’Istituto Zanelli, Don Giacomelli ha incontrato studenti e docenti: il sacerdote ha parlato a ruota libera, della sua esperienza significativa di religioso, uomo della Chiesa, che ha conosciuto da vicino il dolore lancinante di una perdita particolarmente formativa per la sua persona.
“Giro l’Italia, nelle scuole, tra la gente, porto la testimonianza mia e della mia famiglia, e trovo, tra le persone, il profumo di mio padre”. Un padre attento, un magistrato sensibile, non giustiziere, ma giusto, coraggioso, preparato e attento. Un professionista che spesso portava il lavoro a casa, che non faceva ferie a cui io rimproveravo di lasciare un po’ perdere quelle carte, quei faldoni. Mio padre mi rispondeva che in quelle carte c’erano delle persone.”
Il giudice Giacomelli firmò nel 1985 , come riportato nel libro dello scrittore giornalista Salvo Ognibene, la confisca dei beni immobili appartenenti al fratello di Totò Riina. “Fu quella firma, continua Ognibene, a “condannare” Giacomelli”, i cui esecutori non sono mai stati individuati.
Ci furono processi, depistaggi, poi il contributo di un collaboratore di giustizia.
Gli studenti, “rapiti” dalla voce del sacerdote, che ha raccontato tanti aneddoti – la vita familiare, a Trapani, gli studi classici, poi giurisprudenza, le prime attività lavorative, la vita da ragazzo, e poi gli studi in seminario, a Reggio Emilia, l’ordinazione dall’allora vescovo Gilberto Baroni, e l’attuale impegno presso la diocesi di Imola- hanno posto domande, soprattutto in tema di perdono. Don Giuseppe ha risposto, pacato, ma convinto “l’ amore non è possesso, la più alta e vera forma di amore è il perdono”.
Mariarita Bortolani

