E’ sparito il viceparroco di Sant’Agostino. Forse l’amore per una nota professionista reggiana alla base della fuga

All’interno della Diocesi di Reggio Emilia aumenta il numero di sacerdoti in difficoltà nel vivere la propria missione sacerdotale .

In centro storico, la parrocchia di Sant’Agostino da dicembre non ha più il viceparroco don Juan Luis Barge Lavandera, fra i sacerdoti facenti parti della Fraternità di San Carlo fondata dal Vescovo Massimo Camisasca, in servizio a Reggio Emilia dal 2017 e stimato insegnante in una scuola superiore.

Il prete è sparito dal dicembre scorso senza lasciare tracce. Pare -il condizionale è d’obbligo- che le ragioni siano dovute al suo cuore infiammato per una nota professionista reggiana.

Parallelamente alla vicenda, emergerebbe un altro fatto singolare: il Vescovo Camisasca sarebbe stato infatti caldeggiato dai presbiteri a non nominare più sacerdoti della sua comunità in città. Invito pare accettato dal Vescovo.

A prescindere dal caso specifico, si apre nuovamente una riflessione sull’imposizione ai sacerdoti di non poter condividere la quotidianità con una moglie al proprio fianco.

In tempi di forte globalizzazione la crisi vocazionale si fa sentire sempre di più, e la drastica diminuzione di uomini disposti a donare totalmente la propria vita per una missione sacerdotale ne è un esempio.

Con tutti i rispetti per i dogmi cattolici, ci si chiede se ha ancor senso “costringere” un uomo (analogo discorso vale per le suore) alla castità privandolo del dono di una moglie e di una famiglia con cui condividere quotidianamente la propria missione.

La storia e la politica insegnano che spesso dietro a un grande uomo c’è una grande donna. Potrebbero guadagnarci quindi tutti: la società, i cittadini, i cristiani e la Chiesa cattolica.

Marina Bortolani, @nextstopreggio