Università, inaugurato l’843esimo anno Accademico. Il discorso del Magnifico Rettore

Relazione del Magnifico Rettore Prof. Ing. A. O. Andrisan (Reggio Emilia, 11 febbraio 2019, h 10.3 Aula Magna “Pietro Manodori” di Palazzo Dossetti )

  1. SALUTI

Cari Studenti, Autorità civili e religiose, graditi ospiti, illustri colleghi, cari amici, a tutti voi che ci avete raggiunto oggi qui nell’Aula Magna di Palazzo Dossetti, rivolgo un caloroso e cordiale saluto di benvenuto a questa nostra cerimonia di inaugurazione dell’843°Anno Accademico dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

Ringrazio inoltre tutti i presenti che hanno inteso unirsi a noi per rendere omaggio alla nostra Università e condividere il piacere di ospitare il prof. Patrizio Bianchi, Assessore all’Università della nostra Regione che ringrazio per la cortese disponibilità a partecipare. Un affettuoso e particolare saluto va anche ai colleghi rettori e ai rappresentanti degli altri atenei che hanno voluto onorarci con la loro partecipazione e anche ai miei predecessori, rettori emeriti di questo ateneo.

Ringrazio di cuore, per l’opera prestata, tutti i docenti e il personale tecnico-amministrativo che hanno lasciato il servizio attivo alla fine del precedente A.A. 2017/2018 e coloro che lo lasceranno nel 2018/19: li saluteremo ufficialmente nella cerimonia annuale di consegna degli attestati di benemerenza e dei premi ai giovani studiosi, occasione in cui – è oramai prassi consolidata – conferiremo anche il titolo di professore emerito.

  1. STUDENTI

2.1 Immatricolazioni

Stiamo assistendo, in questi ultimi anni, a un trend delle immatricolazioni al nostro ateneo, in continua crescita. Gli immatricolati al 31 dicembre 2018, sono più di 8500 (8.565) in crescita del 2,5% rispetto all’anno precedente.

È il sesto anno consecutivo che il trend delle nostre immatricolazioni risulta positivo. Si è passati, infatti, da 6.440 immatricolati dell’anno accademico 2013/2014 agli attuali 8.565, con una crescita complessiva del 33%.

Questa progressione ha determinato un altrettanto notevole aumento di tutti gli iscritti, che sono passati dai circa 20.000 di cinque anni fa ai circa 25.000 di oggi, con un incremento del 25%, sempre in cinque anni. Rispetto all’anno precedente la crescita è stata dell’8%.

2.2 Contribuzione

Da un paio d’anni abbiamo introdotto alcune facilitazioni sulla tassazione, nell’ambito di un accordo regionale condiviso dai 4 atenei e solo da qualche altro in Italia: la fascia di reddito ISEE per la quale è possibile ottenere l’esonero totale è stata infatti elevata a 23mila euro e quella per cui si potrà avere diritto ad una riduzione dei contributi universitari a 45mila euro E’ rimasta anche attiva l’iniziativa “Top Student”, grazie alla quale esoneriamo dal pagamento delle tasse gli studenti maturi con 100/100

2.3 Disabilità.

Voglio anche ricordare la particolare disponibilità del nostro ateneo a ospitare studenti disabili: oggi sono quasi 650 gli studenti regolarmente iscritti a Unimore e rappresentano il 2,6% del totale; a costoro vengono erogati benefici economici e misure compensative al fine di garantire loro il diritto allo studio e pari opportunità di formazione.

  1. DIDATTICA

3.1 L’offerta formativa è oggi articolata su 82 corsi di studio, alcuni dei quali interateneo e con sede amministrativa presso altre sedi e più del 10% in lingua inglese.

Presento quindi solo le novità dell’offerta formativa di questo a.a 18/19 e a seguire le proposte, già presentate al MIUR, per il prossimo a.a. 19/20

3.2. Le due novità di rilievo dell’anno in corso: sono stati molto confortanti i risultati fuori regione, dell’iniziativa su Mantova, nell’area cosiddetta medio-padana, cioè l’attivazione di un corso di laurea triennale in Ingegneria Informatica,oggetto di una convenzione siglata con la Fondazione Universitaria di Mantova; è frequentato da quasi un centinaio di iscritti. Il nuovo corso, come noto, è particolarmente innovativo, con uno sguardo alle tematiche dell’Industria 4.0 e alle nuove tecnologie automobilistiche delle “smart area”, luoghi in cui i veicoli, le persone e i prodotti industriali saranno dotati di dispositivi intelligenti in grado di comunicare con piattaforme informatiche evolute.

I concorsi sono stati banditi (1 al FIM, 2 al DIEF), i ricercatori hanno già preso servizio e aiuteranno a stabilire i laboratori Industria 4.0 presso la sede Mantovana. La FUM ha messo a disposizione spazi adeguati per ospitare laboratori didattici e di ricerca, e uffici per il personale UNIMORE.

Mantova è città importante, con la quale riteniamo sia possibile attivare iniziative complementari. E proprio per questo, stiamo già valutando altri progetti di collaborazione. Si trova su una direttrice, quella del Brennero che ci apprestiamo a frequentare: infatti abbiamo stipulato proprio pochi giorni addietro anche una convenzione con il Centro FCA per la vettura autonoma, che è attivo presso la Fondazione Bruno Kessler, e con la provincia autonoma e l’Università di Trento, con la quale abbiamo inaugurato un Master sull’ingegneria del veicolo, nel settore delle tecnologie per la guida autonoma Autonomous Driving and Enabling Technologies

La seconda importante novità riguarda, nell’ambito delle lauree professionalizzanti recentemente approvate dal MIUR, il corso triennale con sede qui a RE, in “Ingegneria per l’Industria Intelligente”, che preparerà laureati orientati alle applicazioni nel campo della meccatronica e dei sistemi industriali intelligenti, prima laurea professionalizzante del nostro ateneo.

3.3. Scuola di Ingegneria di Unimore

Vorrei porre l’accento sul fatto che queste due iniziative sono state possibili grazie alla collaborazione tra tutti dipartimenti tecnico-scientifici interessati che hanno saputo organizzarsi nell’anno appena concluso in una nuova struttura, la Scuola di Ingegneria di Unimore, creata nel luglio 2018 con l’obiettivo di coordinare e razionalizzare al meglio le attività didattiche dei Dipartimenti DIEF – Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari”, DISMI – Dipartimento di Scienze e Metodi dell’Ingegneria e FIM – Dipartimento di Scienze Fisiche, Informatiche e Matematiche. Nello specifico la Scuola vuole favorire lo sviluppo dell’Ingegneria e delle Scienze di base fornendo percorsi formativi completi sotto ogni punto di vista in entrambe le aree. Sottolineo come Unimore sia uno dei primi Atenei generalisti in Italia a dar vita alla Scuola di Ingegneria.

Parliamo di oltre 200 docenti impegnati a tempo pieno nella formazione di più di 6500 studenti, provenienti da tutta Italia e, sempre di più, anche da paesi lontani nel mondo.

La Scuola coordinerà 13 Corsi di Laurea di cui tre professionalizzanti, 15 corsi di Laurea Magistrale di cui 5 erogati in lingua inglese e 6 Corsi di Dottorato, con lo scopo di migliorare e innovare l’offerta formativa nel campo dell’ingegneria e delle scienze matematiche, informatiche e fisiche.

Tramite la Scuola sarà possibile uniformare e migliorare i servizi agli studenti, pianificare in modo più efficiente la didattica, migliorarne la qualità, gestendo in modo ottimale le risorse presenti nei tre Dipartimenti che la costituiscono. Nuove aule didattiche sono state progettate e saranno a breve costruite per accogliere studenti sempre più numerosi presso i Campus scientifici di Modena e Reggio Emilia, garantendo un livello qualitativo sempre più alto. Laboratori didattici e di ricerca messi in rete per garantire la migliore formazione tecnica e scientifica, predisposti per ospitare iniziative straordinarie come Formula Student e Moto Student, progetti formativi pensati per alimentare la passione per le scienze applicate e l’ingegneria, per mettere studenti a confronto con l’eccellenza internazionale, così da permettere al talento di esprimersi e fare in modo che i giovani possano essere protagonisti del loro futuro professionale. Una vasta e consolidata rete di relazioni con le più importanti imprese del territorio, straordinarie eccellenze nei settori dedicati all’automobile, all’automazione industriale, alla meccanica e all’elettronica, ai materiali innovativi e al biomedicale, alle tecnologie digitali che stanno cambiando il mondo. Sono coinvolte imprese pronte a ospitare per intensi periodi di tirocinio e per crescere insieme.

La Scuola di Ingegneria sarà un forte interlocutore per le realtà produttive del territorio e potrà offrire prodotti formativi che garantiranno piena occupazione fornendo al contempo un servizio essenziale all’economia del territorio, spesso frenata dalla mancanza di un numero sufficiente di ingegneri, matematici, fisici, informatici, che, se da un lato risultano essere, come evidenziato dal progetto Excelsior, le figure più richieste, dall’altro sono anche le più difficilmente reperibili.

Abbiamo istituito la Scuola con in mente e nel cuore il futuro dei giovani e il futuro del nostro territorio: cari studenti, se siete entusiasti, dinamici, vi piacciono le sfide e vi piace essere primi vi aspettiamo in uno dei corsi della Scuola di Ingegneria perché la vostra intelligenza è la materia prima del nostro paese e merita chi, da anni primeggia per qualità nella classifica Censis delle lauree triennali.

3.4. Le iniziative del 2019/2020, già presentate al MIUR

Reggio Emilia:

  • Dipartimento di Educazione e Scienze umane e Dip. Medico:

– Laurea in Digital and medical Education(L-19), in modalità prevalentemente a distanza.

  • Dipartimento di Comunicazione ed Economia:

– Laurea in Marketing digitale(L-18).

Il corso di laurea si propone di formare giovani laureati da impiegare in ruoli operativi di digital marketing. Sono figure capaci di lavorare per obiettivi, in team inter-funzionali e di contribuire alle decisioni. Le loro competenze consentono di occupare ruoli di project middle manager.

  • Dipartimento di Scienze della Vita, settore Agraria, ma con sede amministrativa presso l’Ateneo di Parma, la Laurea magistrale in Food Safety and Risk management(LM-70), erogato integralmente in lingua inglese, in convenzione interateneo con l’Università di Parma, l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, Alma Mater Studiorum – Università degli Studi di Bologna e Università degli Studi di Ferrara.

Modena:

  • Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari”

– Laurea in Costruzioni e gestione del territorio(L-7), a orientamento professionalizzante;

– Laurea magistrale in Ingegneria civile e ambientale(LM-23 e LM-35), interclasse, interateneo con l’Università di San Marino, con sede amministrativa presso Unimore. Tale proposta rappresenta, in realtà, l’accorpamento delle due lauree magistrali già attive, ossia LM-23 Ingegneria civile e LM-35 Ingegneria per la sostenibilità ambientale, che saranno pertanto disattivate nell’anno accademico 2019/20;

– Nell’ambito del corso di laurea in Ingegneria informatica di Modena, un curriculum specifico sull’Intelligenza Artificiale.

  • Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche:

– Laurea magistrale in Science for Education: didattica e comunicazione delle Scienze(LM- 60);

Sta avendo un sempre maggiore successo, grazie all’impulso dei nuovi responsabili, la Scuola di Dottorato E4E – Engineering for Economics – Economics for Engineering, dedicata all’Industria 4.0 (sostenuta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, attraverso l’erogazione di borse di dottorato per gli allievi re incardinata sulla Fondazione Marco Biagi); la Scuola sviluppa curricula specifici di dottorato industriale, finalizzati a formare figure di alta competenza interdisciplinare, in grado di inserirsi utilmente nei processi di trasformazione digitale delle imprese.

Confermata anche la replica del già annunciato progetto Cyber Academy, con il Corso di Perfezionamento in Cyber Security, diretto dal Prof. Michele Colajanni, un unicum per modalità di selezione dei partecipanti, modelli formativi flessibili e perfetta integrazione di docenze accademiche e professionali.

3.5 Accademia Militare

Chiudo il capitolo sulla formazione ricordando che, nell’ambito della storica collaborazione tra Unimore e l’Accademia Militare, sono state sviluppate due iniziative di grande rilievo:

  • La seconda edizione del Corso di Perfezionamento sulle Emergenze Territoriali Ambientali e Sanitarie, EmTASK, presentata proprio venerdì scorso. Ci hanno accompagnato il Comune di Modena, L’Accademia Militare, I VVFF e ARPAE. Il nostro Ateneo è riuscito ad essere elemento di aggregazione di tante istituzioni in una iniziativa finalizzata alla formazione di profili necessari ad un settore così attuale come quello dell’emergenze territoriali.
  • Unimore, infine, dopo essere stata scelta come partner della Struttura Progetto Energia del Ministero della Difesa per la realizzazione della riqualificazione energetica di Palazzo Ducale di Modena sede dell’Accademia Militare, ha completato il progetto preliminare che costituisce la base per la gara d’appalto in uscita in questi giorni.

Unimore inoltre è tra le prime università italiane ad aver aderito al Progetto del MIUR “Didattica per competenze”, che permette agli studenti di acquisire competenze trasversali attraverso nuove strategie e metodologie didattiche. Nella sperimentazione sono coinvolti 16 insegnamenti di Unimore e circa 1800 studenti. Attraverso contatti con gli stakeolders di ateneo sono state individuate ed erogate le due competenze trasversali più richieste dal mercato del lavoro: il problem solving e il team working.

Rientra poi nell’ottica dell’innovazione didattica anche il progetto OneLab, attivo ormai da un anno: su tutti i primi anni dei Corsi di Laurea e dei Corsi di Laurea Magistrale del Dipartimento di Comunicazione ed Economia sono previsti servizi di supporto alla didattica convenzionale in aula. Le attività didattiche in aula sono arricchite dalla possibilità offerta agli studenti di accedere alla registrazione delle lezioni dopo la loro erogazione. Il servizio prevede anche la disponibilità di un orario di ricevimento docenti online a integrazione di quello in presenza.

  1. RICERCA SCIENTIFICA

L’Ateneo ha una chiara consapevolezza dell’importanza della ricerca scientifica nei suoi molteplici aspetti di contributo allo sviluppo culturale complessivo del paese, formazione dei futuri quadri dirigenti, e infine presupposto indispensabile per lo sviluppo tecnologico, in un’ottica di crescente integrazione e interdipendenza sinergica di tutti questi differenti livelli. L’Ateneo ha posto quindi al centro della sua azione un articolato programma di consolidamento e sviluppo della sua attività di ricerca fondamentale ed applicata, nella convinzione che anche una didattica di qualità e un efficace trasferimento tecnologico trovano nella ricerca il loro primario alimento. Il panorama della ricerca scientifica di Ateneo è ben consolidato, costituito da un numero rilevante di gruppi ed attività di ricerca, che coprono un ampio spettro di discipline. Sono presenti rilevanti “punte di eccellenza” (ricordo i recenti successi nel campo delle cellule staminali (proff. Michele De Luca e Graziella Pellegrini), della Intelligenza Artificiale (prof.ssa Rita Cucchiara), dell’Automotive (Iniziativa Smart Area e Muner), e dei dipartimenti eccellenti che convivono con una ricerca diffusa di buona qualità, favorita dal consolidamento del sistema di Assicurazione della Qualità per la Ricerca di Ateneo.

I numeri della Ricerca Unimore:

Unimore gestisce in questo momento 125 progetti di ricerca internazionale di cui 64 all’interno del programma H2020, per un ammontare dei finanziamenti pari a circa 15 milioni di euro. Questi progetti sono volti ad accrescere da un lato la ricerca di base di eccellenza e dall’altra ad incrementare le relazioni con altre Università dell’Unione Europea, Centri di ricerca e imprese. A tal proposito va sottolineato come l’iniziativa di aderire a reti europee e partenariati pubblico-privati avviata nel 2014 stia portando i suoi primi frutti in termini di progetti approvati: le reti a cui aderisce UNIMORE ad oggi sono 10 e coprono diversi settori dall’automotive alle nano-medicine.

Unimore ha partecipato al bando PRIN 2017 con 225 unità operative: sono tutti in corso le valutazioni.

Sono circa 800 le collaborazioni avviate con imprese per ricerca e sviluppo industriale.

Tali collaborazioni hanno favorito la partecipazione a Progetti Cluster Nazionali da parte di UNIMORE che risulta coinvolta in una decina di iniziative importanti, 1 progetto finanziato nel bando Avviso per lo sviluppo e potenziamento di nuovi 4 Cluster Tecnologici Nazionali e in 5 progetti di Ricerca Industriale e Sviluppo Sperimentale finanziati nelle 12 aree di specializzazione individuate dal PNR 2015 – 2020.

L’esperienza maturata poi negli anni passati con i 19 progetti POR-FESR ER e i 7 progetti a valere sul Programma di Sviluppo rurale sostenuti da Regione Emilia Romagna, che sono in fase conclusiva, hanno portato UNIMORE a partecipare attivamente al nuovo bando POR FESR con 12 progetti presentati in qualità di Capofila e 32 progetti presentati in qualità di Partner. Ringrazio nella persona dell’assessore Bianchi la RER per la politica accorta di supporto alla ricerca.

A livello nazionale sono iniziate le attività relative al finanziamento dei 3 Dipartimenti di eccellenza. E’ di fatto terminata l’attività del primo anno in linea con i piani di sviluppo

La possibilità di svolgere attività di ricerca scientifica ad alto livello rimane il principale obiettivo di ogni ateneo. L’Ateneo destina comunque anche adeguate risorse proprie a sostegno dell’attività di ricerca del proprio personale.

In particolare dal 2014 vengono finanziati progetti di ricerca di base presentati dai giovani ricercatori Unimore: caratteristica fondamentale di questi progetti è l’interdisciplinarietà delle attività. E viene inoltre premiata la partecipazione dei più giovani ricercatori under 40.

I progetti vengono selezionati sulla base di una valutazione competitiva, effettuata da un panel di referee esterni, di fama internazionale. Credo che questo sia l’aspetto più qualificante, suggerito per altro dall’ANVUR in fase di accreditamento del nostro ateneo.

Ammontano a oltre 5 milioni di euro i fondi che dal 2014 al 2018 sono stati destinati al finanziamento di questi progetti e negli ultimi cinque anni, le pubblicazioni dei ricercatori dell’Università di Modena e Reggio Emilia sono state oltre 9000, di cui circa 5000 sulle migliori riviste scientifiche a livello mondiale e 4000 in collaborazione con ricercatori di università e centri di ricerca stranieri, a riprova della rilevanza e dell’impatto internazionale dell’attività di ricerca svolta.

Ancora una volta rammento a tutti i inostri interlocutori quanto sia strategico poter disporre di risorse accessorie per ricerca scientifica: il futuro degli atenei di eccellenza si giocherà in questo campo. Invito pertanto tutti coloro che hanno le possibilità di supportare, facilitare e favorire azioni di ricerca e sviluppo, anche condivise, a guardare con sempre maggiore attenzione all’investimento in formazione dei giovani ricercatori e alla sostenibilità dei relativi laboratori. Investire in ricerca, appoggiandosi sugli atenei, è cosa nobile e di grande importanza; oggi è la migliore garanzia per la sopravvivenza futura di un paese.

  1. MEDICINA

La Facoltà di Medicina e Chirurgia del nostro Ateneo ha dimostrato un grande impegno sia di ricerca e didattica, sia nello sviluppo di settori e progetti soprattutto con l’obiettivo del trasferimento delle conoscenze scientifiche alla pratica clinica. Forte è l’investimento nell’ambito delle attività di internazionalizzazione, operata attraverso percorsi formativi integrati e progetti di ricerca con università estere, di crescita, di cooperazione internazionale e di azioni rivolte alla promozione ed alla diffusione delle opportunità di scambio previste dal programma Erasmus Plus.

Un elemento di spicco da rammentare è che tre dipartimenti che compongono la Facoltà medica avevano i criteri ministeriali per essere giudicati tra i dipartimenti di eccellenza e due di questi hanno ottenuto il finanziamento straordinario del Ministero. Questo ha consentito investimenti in diversi ambiti che hanno portato all’avvio di importanti progetti in particolare nell’ambito oncologico, chirurgico e delle neuroscienze.

Tra i dipartimenti di eccellenza ci tengo a mettere in luce il progetto delle neuroscienze, che oltre alla crescita in ricercatori, docenti e personale tecnico finalizzata al potenziamento dell’area, ha visto la forte integrazione con l’Azienda Ospedaliero Universitaria e la Fondazione Cassa di Risparmio legata alla acquisizione della nuova Risonanza Magnetica a 3 Tesla. Questa strumentazione, è importante per alcune componenti destinate specificamente alla ricerca di eccellenza nel campo delle neuroscienze, in particolare per studiare più approfonditamente i circuiti cerebrali attivati da stimolazioni specifiche, area di ricerca già consolidata in ateneo.

Altro importante progetto che vede la valorizzazione del patrimonio di ricerca sviluppato da Unimore nel settore della Medicina Rigenerativa consiste nello sviluppo di una struttura clinica per il trattamento della epidermolisi bollosa. Le ricerche sviluppate dal centro di Medicina Rigenerativa diretto dal prof. Michele De Luca hanno permesso la messa a punto di una terapia con cellule geneticamente modificate che potrà essere applicata in fase sperimentale sui pazienti, proprio al Policlinico. La realizzazione di tale progetto di eccellenza sarà possibile anche grazie all’impegno della Regione Emilia Romagna, del territorio e dei privati, e permetterà lo sviluppo di un centro di riferimento per la malattia, unico grazie all’interconnessione e vicinanza tra la parte assistenziale e quella di ricerca e sviluppo.

Per il potenziamento della didattica, all’inizio del 2018 Unimore ha inaugurato il nuovo Centro di Formazione Avanzata e Simulazione Medica. Già nei primi mesi di attività il Centro è stato utilizzato da parecchie centinaia di studenti di vari Corsi di Studio. Grazie alle strumentazioni più moderne, dai simulatori ad alta fedeltà, il FASiM consente ai discenti di acquisire competenze professionali di vario livello. Il FASiM è stato inoltre sede di sessioni pratiche per alcuni Congressi, fra cui vari apprezzatissimi workshop in occasione del Congresso studentesco MoReMED. E’ intenzione di continuare sulla strada della formazione attraverso l’impiego sempre più ampio di simulatori di ultima generazione in modo da conferire agli studenti quelle esperienze pratiche difficilmente raggiungibili attraverso il tirocinio classico, al fine di essere pronti e preparati in situazioni insolite e complesse.

La Facoltà di Medicina ha anche prestato molta attenzione alla formazione post-laurea, in particolare seguendo la riforma delle Scuole di Specialità che con il nuovo accreditamento hanno visto l’estensione della rete formativa oltre le mura dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di riferimento. Alla luce delle valutazioni preliminari, non solo riscontriamo che praticamente tutte e 39 le Scuole attivate in via preliminare godono di ottima salute, ma si sta pianificando la richiesta di attivazione anche di ulteriori Scuole, quali Radioterapia e Neurochirurgia nell’arco del prossimo biennio. L’Università ha garantito con una programmazione oculata e razionale, mirata al reclutamento di docenti altamente qualificati, la sostenibilità didattica delle Scuole, mentre le Aziende territoriali, sia quella di Modena sia la forte collaborazione con l’Azienda Sanitaria di Reggio Emilia, hanno permesso di creare reti formative robuste e di qualità. Continueremo a rafforzare il proficuo rapporto di collaborazione con le Aziende, con una attenzione particolare a Reggio Emilia, dove ricade una rilevante quota delle attività didattiche della Facoltà di Medicina e dove sussistono numerosi progetti di ricerca con l’IRCCS Santa Maria Nuova. A titolo di esempio nel 2018 ben 5 borse di Dottorato di Ricerca in Medicina Clinica e Sperimentale sono state sostenute ed operano a tutti gli effetti presso questa struttura.

Sempre per il potenziamento delle attività didattiche un progetto ambizioso che la Facoltà si è posta per il futuro consiste nel creare una Scuola di Chirurgia, giustificata dalla presenza di varie eccellenze di fama internazionale in diverse aree della chirurgia. Si intravede la possibilità di creare un centro specifico per la formazione degli specializzandi e di specialisti che integri le capacità di base con le tecniche più sofisticate di chirurgia mini-invasiva e robotica

Infine alcune parole specifiche per la realtà di Reggio Emilia: l’offerta formativa della Scuola di Medicina nella sede di Reggio Emilia è costituita da 5 Corsi di laurea Triennali (Infermieristica, Logopedia, Fisioterapia, Terapia Occupazionale e Terapisti della Riabilitazione psichiatrica) e da 1 corso di laurea Magistrale in Scienze infermieristiche ed Ostetriche, per un totale di circa 700 studenti che frequentano il Campus Universitario San Lazzaro. In questa realtà si respira una ottima integrazione fra mondo accademico e organizzazione sanitarie, dove conoscenza ed esperienza vanno di pari passo. Essa è realizzata non solo attraverso i tirocini degli studenti ma anche attraverso progetti di ricerca in stretta collaborazione con le aziende sanitarie pubbliche e private reggiane. Un progetto didattico innovativo è rivolto allo sviluppo di competenze di lavoro in equipe multi professionale, con particolare attenzione al coinvolgimento attivo del paziente per riconoscerne un ruolo centrale nella gestione della propria malattia.

In sintesi, la Facoltà di Medicina credo abbia saputo cogliere le occasioni di crescita offerte dalla fusione del Policlinico con l’ospedale civile di Baggiovara e dalla estensione della rete formativa con le Aziende Sanitarie di Modena e Reggio Emilia.

  1. TERZA MISSIONE

Riteniamo che oggi l’efficacia e il prestigio di un Ateneo si misuri anche nei rapporti istituiti con gli stakeholder di riferimento: la Terza Missione Accademica implica relazioni con le istituzioni e con il sistema produttivo per sostenere lo sviluppo delle comunità di riferimento e della società nel suo complesso. Significa diventare il punto d’incontro tra la cultura, la capacità di fare ricerca e le esigenze della società.

Unimore oggi ha competenze, professionalità, idee, iniziative che le consentono di dare vita ad una densa rete di collaborazioni con il territorio. Tali collaborazioni si esprimono in azioni e progetti che favoriscono il trasferimento dei risultati della ricerca, arricchiscono il patrimonio didattico e che, più in generale, facilitano ogni processo di diffusione di conoscenza, utile allo sviluppo del territorio e alla generazione di nuove risorse economiche e culturali.

Unimore sostiene con convinzione la creazione di impresa, riconoscendone il valore per lo sviluppo delle competenze individuali e per l’evoluzione economica e sociale del paese. A questo fine, promuove in vari modi la capacità di fare impresa da parte di ricercatori e studenti dell’Ateneo.

Attualmente sono attive in Ateneo 9 imprese start up e spin off. E negli ultimi anni ne sono stati attivate e incubate 34 imprese, a valere su tutte le principali di aree di ricerca. Un buon numero di esse sono già state lanciate e sono tuttora presenti sul mercato e in grado di generare occupazione.

Nel 2018, 242 studenti, provenienti da tutti i Dipartimenti, hanno partecipato a progetti di orientamento all’imprenditorialità (Icaro, Sugar, CBI, BellaCOOPia, Startup Jam, TACC) organizzati in collaborazione con associazioni di categoria, imprese e istituzioni. In questo anno il Contamination Lab si è ulteriormente arricchito con il lancio del progetto TACC – Training for Automotive Company Creation – che sta portando alla luce alcuni innovativi progetti imprenditoriali sviluppati dagli studenti UNIMORE nell’ambito dell’automotive e della mobilità.

Contamination Lab

Da alcuni anni stiamo fortemente investendo nella diffusione della cultura dell’imprenditorialità principalmente attraverso l’operato del Contamination Lab (C-LAB). Il progetto C-LAB, finanziato su base competitiva dal MIUR. In virtù di questo ruolo cardine nel panorama regionale, il C-LAB sta estendendo la sua rete di collaborazioni coinvolgendo anche altri atenei dell’area (UniFE e UniBO) e continuando ad interagire con altre istituzioni nazionali e estere. Nel 2018 il Contamination Lab di Unimore, ha concluso il suo primo anno di attività con risultati soddisfacenti in termini di partecipazione, collaborazioni con imprese e Università nazionali ed internazionali e di ricadute positive sui percorsi professionali ed imprenditoriali degli studenti.

Collaborazione con Fondazione Golinelli

Anche Il partenariato con Fondazione Golinelli è sempre più strategico per lo sviluppo di progetti orientati alla formazione imprenditoriale secondo modalità innovative.

Ed è qui che si inserisce Icaro, il progetto partito nel 2017 ed ora alla sua seconda edizione, un altro progetto sperimentale di formazione imprenditoriale innovativa pensato e realizzato da Unimore insieme alla Fondazione Golinelli. L’iniziativa coinvolge 40 studenti di diversi dipartimenti.

Con Fondazione Golinelli è stato siglato un nuovo accordo che coinvolge anche UNIBO, CNR Area ricerca di Bologna e IOR per la realizzazione di Reactor: un percorso di orientamento all’imprenditorialità di alto profilo, con un fortissimo carattere pratico ed esperienziale. Reactor è un programma che si svolgerà durante buona parte del 2019.

Public Engagement

I docenti e ricercatori di Unimore hanno lavorato intensamente per diffondere la conoscenza generata dalla ricerca presso il pubblico più ampio possibile, non solo specialistico. Lo testimoniano le moltissime attività di socializzazione della conoscenza svolte per e con le istituzioni locali, le associazioni culturali e ambientali, il mondo imprenditoriale, quello delle professioni, le scuole di ogni ordine e grado, gli ospedali e i presidi sanitari, il terzo settore e il volontariato. I legami con questi stakeholder non si manifestano nelle sole forme della collaborazione di ricerca e della formazione, ma si traducono sempre più spesso in momenti di divulgazione scientifica, basati su una capillare attività di incontri e pubblicazioni per un pubblico non specialistico, presenza sui media locali e nazionali, iniziative per la tutela della salute dei cittadini, (si veda l’incontro sulle vaccinazioni con gli studenti delle Scuole Medie Superiori della scorsa settimana) educazione all’ambiente e allo sviluppo sostenibile, per la promozione del territorio e la migliore fruizione del patrimonio artistico-culturale. Cito il rapporto con il Centro di Trasferimento Tecnologico DEMOCENTER e, uno per tutti, l’impegno di Unimore nell’ambito dell’educazione economico-finanziaria con l’attivazione di due nuove iniziative. A Modena si è progettata e realizzata, insieme ai docenti del Liceo Muratori, una modalità di didattica che collega i temi economici con la tipologia di percorso formativo e gli obiettivi dell’alternanza scuola-lavoro. A Reggio, con la collaborazione del Credem, della Fondazione per l’Educazione Finanziaria (Feduf) e della Libera Università Crostolo, si è proposto un ciclo di lezioni aperte alla cittadinanza sugli elementi di base delle decisioni di investimento, della consulenza finanziaria e del rapporto con le banche.

Le ultime rilevazioni sul database IRIS, che dalla primavera del 2018 è disponibile per la rilevazione dei dati del Public Engagement, ci restituiscono un quadro ricco di attività: tra il 2015 e il 2018 i docenti di Unimore hanno promosso 2125 attività di Public Engagement collaborando con oltre 200 partner. Tra le altre segnaliamo che oltre 500 di queste iniziative si sono svolte nelle scuole o a vantaggio di studenti delle scuole medie superiori e elementari. Unimore inoltre, conscia della rilevanza che il PE riveste e dell’importanza della collaborazione con gli altri atenei, ha aderito ad APEnet una rete comprendente oltre 40 Università italiane nata per sostenere Atenei ed Enti di Ricerca nella condivisione di programmi, obiettivi e azioni comuni per il Public Engagement.

  1. SPORT

Con riferimento al progetto “Dual career” il 2018 ha visto la concreta realizzazione del programma Unimore Sport Excellence-USE, nato nel 2017, grazie all’accordo fra Unimore e CONI per supportare l’attività di formazione universitaria dei giovani iscritti che praticano attività sportiva agonistica di interesse nazionale e internazionale.

Unimore ha predisposto un progetto dedicato ai propri studenti/atleti, tesserati presso società sportive delle federazioni affiliate al CONI. Tali studenti, appositamente selezionati con un bando, ricevono sostegni allo studio, di tipo didattico ed economico, tra cui esonero o riduzione delle tasse universitarie, accesso ad alloggi a canone concordato e ai servizi forniti dall’ufficio benefici, e servizi di tutoraggio. Unimore può riconoscere agli atleti, fino a tre crediti formativi Universitari (CFU) all’anno, per i risultati sportivi conseguiti. Gli studenti atleti possono inoltre svolgere il loro periodo di tirocinio aziendale presso le proprie federazioni sportive e completare presso le stesse sedi il lavoro di tesi di laurea.

Nell’ambito del progetto USE sono poi previsti i Premi di Studio Mattia Dall’Aglio che vengono assegnati ad un massimo di 3 studenti ammessi al programma, con curriculum sportivo ed accademico di eccellenza e che non risultino percipienti reddito dalla attività sportiva praticata.

La seconda edizione del Bando USE 2018/2019, i cui esiti sono ancora in fase di elaborazione, ha visto la partecipazione di 45 studenti/atleti, oltre il doppio dell’edizione precedente.

Nel corso del 2018 è stato anche attivato il sito sport.unimore.it per la migliore visibilità delle attività di UNIMORE legate allo sport.

A livello nazionale dal dicembre 2018 UNIMORE fa parte di Unisport Italia, la neo-nata rete che coinvolge 42 università nazionali per valorizzare tutte le potenzialità dello sport universitario come strumento efficace e trasversale di formazione, ricerca, innovazione e di arricchimento dell’esperienza universitaria.

La partecipazione del CUS MORE ai Campionati Nazionali Universitari del Maggio 2018 è stata di grande soddisfazione: 70 atleti coinvolti con 13 medaglie (3 ori, 2 argenti, 8 bronzi).

8.EDILIZIA

8.1. Reggio Emilia

8.1.1.

Nello scorso dicembre è stato costituito il “Comitato Reggio Città Universitaria” che sosterrà la ristrutturazione dell’ex Seminario vescovile, destinato entro breve ad essere recuperato per attività accademiche. Il Comitato vede coinvolti la Diocesi, il Comune di Reggio Emilia, Confcooperative, Camera di Commercio, Provincia, Fondazione Manodori ed il mondo imprenditoriale con la presenza di Unindustria, Iren SpA e di tante note imprese reggiane.

Nell’ex seminario saranno ospitati il Dipartimento di Educazione e Scienze Umane e il Centro E-Learning. Il trasferimento delle due strutture consentirà un ampliamento degli spazi a disposizione degli altri Dipartimenti reggiani a Palazzo Dossetti e nel Campus San Lazzaro, con effetti positivi sull’attività didattica e di ricerca anche del DISMI. In sintesi, la fruizione del seminario diminuirebbe in via indiretta la carenza di aule medio-piccole (senza le quali, in particolare, l’offerta formativa di Ingegneria non può aumentare), di sale studio per studenti e di uffici per il personale docente-ricercatore. Tale operazione andrebbe poi completata con la costruzione della nuova palazzina laboratori e con il completamento di Villa Marchi.

Ciò permetterà di ridurre la pressione ormai insostenibile in altre strutture del Centro storico di Reggio. Il progetto sta rapidamente procedendo in stretta interazione con le strutture interessate, la Direzione tecnica e la Commissione edilizia, e potrebbe arrivare a completamento in tempi relativamente brevi. Inoltre, nel complesso edilizio è previsto anche un ampio studentato.

Tale operazione consente quindi di intravvedere chiaramente il definitivo assetto dell’Ateneo. La città di Reggio Emilia dopo i grandi progetti di Palazzo Dossetti e del San Lazzaro potrebbe, con la realizzazione del terzo polo del Seminario, proseguire il proprio percorso di città universitaria per l’accoglienza ed il benessere degli attuali e futuri studenti.

8.1.2. Lab. Agraria e Ingegneria

Sono in via di finalizzazione (prossimo il rogito) le trattative con l’ASL per l’acquisto del terreno nell’area S. Lazzaro, posto dietro al Padiglione Buccola, per consentire il sorgere dei suddetti Laboratori sperimentali didattici di Ingegneria e di quelli di Scienze Agrarie, per i quali l’Ateneo ha stanziato da tempo i finanziamenti per l’acquisto del terreno su cui costruire.

8.1.3. Consolidamento Morselli

Sempre nel Campus San Lazzaro, anche in conseguenza di gravi problemi strutturali manifestatisi dopo il sisma, è attualmente in corso un intervento di consolidamento statico delle fondazioni del padiglione Morselli.

8.1.4. Edilizia sportiva a RE

Nell’occasione comunico che Unimore è naturalmente disponibile a valutare diverse soluzioni e sinergie in relazione all’importante progetto, da sviluppare assieme al Comune di Reggio Emilia, che prevede la realizzazione di impianti sportivi fruibili dagli studenti in zone adiacenti agli insediamenti universitari.

8.2. Modena

8.2.1.

NUOVA PALAZZINA PER LA DIDATTICA

L’iter di appalto per il Padiglione didattico nel campus scientifico tecnologico di Modena in via Vivarelli è arrivato all’aggiudicazione dell’incarico di progetto esecutivo. L’opera farà fronte alla continua crescita della popolazione studentesca dei Dipartimenti di Scienze della Vita e di Ingegneria, che ha portato alla totale saturazione degli spazi didattici nei Campus sia di via Vivarelli che di Via Campi. Ringrazio Confindustria Emilia per il generoso contributo.

8.2.2.

Inoltre, sono stati fatti passi in avanti per l’espansione dei laboratori di Ingegneria.

8.2.3.

All’interno del Campus, in sede provvisoria, si è trasferito L’ordine degli Ingegneri, primo caso in Italia e già oggetto di attenzione a livello nazionale. L’ordine ha coperto con fondi propri tutte le spese, anche quelle di adeguamento di alcuni spazi ad uso condiviso (aule e sale riunioni). Inoltre, potrebbe fornire un contributo economico determinante alla realizzazione dell’ala di espansione dei laboratori, ove potrebbe trovare spazio la sua sede definitiva.

8.2.4.

Al nuovo padiglione didattico si accompagna il recupero e adeguamento della ex aula di Disegno sita nell’edificio già sede del Dipartimento di Matematica, ove è prossimo al bando d’appalto un intervento di miglioramento impiantistico e funzionale.

8.2.5.

È in corso l’attivazione della gara per la totale ristrutturazione del “Corpo G” del Policlinico di Modena e nell’occasione ringrazio la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena per il generoso contributo.

8.2.6

È prossima l’apertura (in primavera) delle ex Carceri Maschili di S. Eufemia, che oltre a risolvere alcuni problemi di spazi per il Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali, darà accoglienza al Centro Linguistico di Ateneo, attualmente ospitato presso il Palazzo Coccapani. È stata fissata con la Direttrice del CLA la data del trasloco da Coccapani prevista nella settimana prima di Pasqua

8.2.7.

Un intervento adeguamento sismico complessivo dell’edificio è in corso nell’ex Foro Boario, sede del Dipartimento di Economia

8.2.8.

In particolare, sfruttando fondi regionali e rimborsi assicurativi post sisma, nel Rettorato è in corso la riparazione dei danni post sisma complessivo dell’edificio. Inoltre, si è messa mano agli impianti di climatizzazione e di ventilazione in alcune aree, tra queste la segreteria studenti, per risolvere alcuni annosi problemi di comfort.

8.3. ENERGIA

Unimore continua la sua collaborazione con le altre università italiane associate alla RUS (Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile), rete sostenuta dalla CRUI. All’interno della RUS è particolarmente attivo il Gruppo di Lavoro Energia, che sta predisponendo un censimento energetico delle Università aderenti alla rete, che Unimore ha già completato.

Dalle attività di cui sopra, collegate all’esistente Primo Piano Energetico di Ateneo, si sta completando l’individuazione dei costi specifici delle singole strutture, per un utilizzo razionale degli spazi e per l’efficientamento e l’ottimizzazione funzionale degli spazi stessi.

Questa ed altre analisi costituiscono parte integrante del Secondo Piano Energetico di Ateneo, che è stato completato e verrà reso pubblico entro l’estate dopo i passaggi istituzionali canonici (CdA in primis). Nel Secondo Piano Energetico di Ateneo vengono portate avanti ed approfondite le iniziative e le proposte avviate con il Primo Piano Energetico Unimore, estendendo le analisi a valutazioni di sostenibilità ambientale e all’impiego di fonti rinnovabili (tetti e coperture con pannelli fotovoltaici in primo luogo).

Si sottolinea come il Piano Energetico Unimore sia per ora l’unico in Italia comprendente analisi quantitative e proposte di risparmio energetico misurabili e verificabili.

Unimore è entrata a far parte di importanti associazioni europee nel settore energetico (EERA, ECTP, N.ERGHY), all’interno delle quali sono state attivate collaborazioni per accedere a finanziamenti europei nel settore dell’energia e sviluppo sostenibile.

Con i Centri Intermech ed En&Tech, il nostro Ateneo fa parte del Clust-ER Energia della Regione Emilia-Romagna

9.INTERNAZIONALIZZAZIONE 18/19

L’attività di internazionalizzazione di Unimore da diversi anni sta andando verso una sempre più consolidata strategia che riguarda diverse aree geografiche: abbiamo infatti all’attivo più di 300 accordi di collaborazione con Atenei stranieri, 600 accordi inter-istituzionali con 300 sedi in Europa per il programma Erasmus+; abbiamo sottoscritto n. 7 accordi per percorsi di studio di doppio titolo/ titolo congiunto in ambito umanistico, economico ed ingegneristico e abbiamo il 12% circa dell’intera offerta formativa in lingua inglese.

Partecipa a 16 progetti transnazionali di innovazione e sperimentazione formativa nell’ambito del programma Erasmus+ (azione chiave 2 e 3, Jean Monnet), in 2 di essi svolge un ruolo di coordinatore.

Un incremento notevole è stato registrato anche nel settore della mobilità studentesca in cui le azioni prevedono la promozione e la diffusione delle opportunità offerte dal Programma Erasmus+ sia con i paesi Europei, sia extra europei: stiamo infatti sviluppando Azioni di mobilità attraverso il programma Erasmus+ – International Credit Mobility – KA107 con il Vietnam, la Serbia, il Camerun, il Brasile e l’Australia, il Sud Africa, la Tailandia e la Cina tutti paesi con cui sono già in atto consolidate collaborazioni strategiche.

Tale azione, iniziata da soli due anni, ha consentito ad Unimore di aggiudicarsi fino ad oggi 10 nuovi progetti che prevedono una mobilità in ingresso di 40 studenti stranieri che entrano nel computo complessivo di 417 studenti in entrata (l’andamento in entrata risente della carenza di posti letto per studenti stranieri). Devo ringraziare il prorettore Ferrari per la determinazione posta in questa attività e per la sua costanza nel raggiungere anche paesi molto lontani.

Per quanto riguarda la mobilità in uscita verso le sedi straniere si rileva un incremento del 20% rispetto all’anno accademico precedente pari a 842 studenti in mobilità su tutti i programmi gestiti dall’Ateneo (Erasmus+, More Overseas, accordi con sedi straniere).

In particolare gli studenti partecipanti al programma Erasmus sono aumentati del 14 % nell’ultimo anno.

10.CONCLUSIONI e ringraziamenti

Mi appresto quindi a concludere e quindi pongo necessariamente l’accento su quello che potrà essere il futuro del nostro Ateneo. Un anno fa, a Modena, in questa occasione, avevo terminato il mio intervento sottolineando come Unimore si dovesse incamminare e si stesse incamminando di fatto sulla strada di diventare sempre più un ateneo con caratteristiche europee e ciò “sia per la qualità della ricerca scientifica, sia per la qualità della didattica e della formazione in genere. Siamo europei nei principi di finanziamento e governance, con un livello alto di trasparenza e controllo.

Abbiamo una significativa aliquota del bilancio derivata da progetti di ricerca internazionale su base competitiva e da rapporti con istituzioni pubbliche e aziende private”; dovremo però attrezzarci “per incrementare l’offerta formativa in lingua inglese, e ampliare le lauree professionalizzanti specialistiche: abbiamo da soddisfare una domanda di gran lunga superiore all’offerta. Necessitiamo però di alcune nuove strutture edilizie e di alcuni laboratori adeguati, di nuovi profili tecnico-amministrativi di alto livello, di semplificazione amministrativa e infine di ringiovanimento del corpo docente.

Oggi Unimore con circa 700 docenti e più di 25.000 studenti ha un rapporto di 1 a 33 tra docenti e studenti: la media OCSE è 1:16 (meno della metà). Per questa ragione attendiamo con una certa apprensione l’erogazione dei 1500 posti da ricercatore promessi dall’attuale Governo, così come auspichiamo nuovi finanziamenti per l’adeguamento delle strutture edilizie e del loro attrezzamento. Confermo, infine, l’esigenza già espressa e sempre più pressante di una legge delega per un piano di semplificazione amministrativa della gestione degli atenei. Urge infatti ridurre drasticamente il tempo speso per procedure burocratiche, soprattutto riferite alla Ricerca, che condizionano negativamente la nostra competitività a livello intenazionale.

Al termine di questo anno accademico in cui abbiamo programmato ancora tante iniziative, mi accingo dunque a lasciare un Ateneo la cui politica amministrativa e gestionale, accompagnata da quella ministeriale, ci ha consentito di arrivare in questi sei anni ad un turn over del personale di quasi il 100%. Credo sia stato dato un bell’impulso al suo sviluppo. Ritengo quindi che si debba proseguire nel cammino intrapreso: possiamo e dobbiamo superare la soglia del 100%, così come hanno fatto alcuni atenei virtuosi, certamente favoriti anche da particolari condizioni di contesto. Auspico che si continui così in una gestione delle risorse oculata e virtuosa, con una ripartizione di ciò che è possibile distribuire, sulla base del merito acquisito nella ricerca e della capacità di attrarre ulteriori risorse e anche della capacità di proporre una offerta formativa sempre più attenta alle effettive necessità dei nostri territori e finalizzata ad aumentare il livello culturale dei nostri allievi. Similmente, dovendo esprimere un auspicio, mi auguro che sempre di più gli atenei vengano valutati, in ambito ANVUR, anche per l’impatto positivo che hanno e che avranno sempre più sui territori su cui sono incardinati.


Occorre poi continuare con una attività di orientamento sempre più efficace verso i giovani studenti delle scuole, e con una sempre più capillare attività di placement dei nostri laureati. Massima attenzione ai dottorati, soprattutto quelli internazionali e industriali, massimo supporto compatibile con le risorse per i progetti Erasmus di internazionalizzazione.

E un reclutamento dei docenti in ateneo che guardi con sempre maggiore attenzione all’esterno e all’estero per cogliere, qualora ci fossero opportunità, occasioni di arricchimento del potenziale di ricerca e di formazione.

Consolidamento di tutti i rapporti con le Istituzioni, disponibili a collaborare; fondamentali le sinergie con il territorio con cui condividere progetti e obiettivi, cercando, con le migliori pratiche e gli esempi virtuosi di rendere la società sempre più consapevole del ruolo centrale della formazione e della ricerca.

Consentitemi infine di ringraziare sentitamente tutti coloro che hanno collaborato in questi sei anni e hanno servito la nostra istituzione con grande senso di responsabilità. E quindi, in primis, gli studenti e le loro rappresentanze, i due prorettori e i delegati, il DG, gli Organi accademici, Senato e cda nelle loro differenti composizioni, i Colleghi, i Ricercatori, tutto il personale TA, i numeroso precari della ricerca, i dottorandi, i dirigenti delle aziende sanitarie; le autorità civili e militari, tutte le istituzioni che hanno supportato le attività accademiche e hanno erogato finanziamenti: le associazioni di categoria, le fondazioni, le aziende ospedaliere, l’Accademia militare, le diocesi e in particolare un ringraziamento sincero a Sua Eccellenza il Vescovo di Reggio Camisasca per la gentile concessione del seminario dell’arcidiocesi, i Sindaci dei Comuni, le province e la RER, qui rappresentata oggi dall’assessore Patrizio Bianchi.

Fiducioso comunque nel futuro di un ateneo che ha imboccato la strada più consona ai nostri tempi, dichiaro aperto l’843-esimo anno accademico dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

Prof. Ing. Angelo O. Andrisano

Magnifico Rettore dell’Università di Modena e Reggio Emilia